• serenellanovi

"Benvenuta al Sud!"

Eccomi rientrata in versione post-natalizia, con la pancia gonfia e speranzosa per questo 2020 che sembra essere uscito da un film apocalittico.


Ho deciso di iniziare quest'anno con un articolo tanto atteso, ovvero la mia esperienza migratoria da Nord a Sud d'Italia (Campania), elencando i vari pro e contro incontrati finora dopo solo nove mesi.


Partiamo con i CONTRO.

(Mi raccomando prendete coscienza del fatto che questa è la mia esperienza personale, dove la migrazione è avvenuta da un paese della brianza verso l'hinterland avellinese.)


1. I mezzi pubblici. Scrivo questo articolo in seguito ad un episodio avvenuto questa mattina: esco di casa per raggiungere il centro città, poco prima delle 9.15, consapevole di poter prendere due pullman (secondo il sito): uno alle 9.15 e uno alle 9.25.

Fortunatamente avevo già il biglietto, quindi quando arrivo alla fermata non mi resta che aspettare. E aspettare. E aspettare! Finchè il mio orologio segna le 10 in punto. Ora, il pullman successivo è segnato alle 10.45....... Il mio naso gocciola, torno a casa.

Ovviamente se vivi al Sud questa cosa ti sembra normale.. Io d'altra parte sono abituata ai ritmi di Milano, dove persino nel mio buco di paese gli orari sono segnati su un cartellone digitale (con eventuali ritardi).


2. Guidare. Lo ammetto, mi ci è voluto un po' per decidere se mettermi al volante. Ma l'esigenza chiama e così ho dovuto adattarmi. Inizialmente lo scoglio maggiore è stato rappresentato dai tornanti. Curve, curve e ancora curve... Quando vieni dalla pianura ti sembra un incubo. Devo dire però, che superata la paura delle prime volte, ora mi sembra una cosa normalissima. Ma quando da Avellino ti sposti verso Salerno, la costiera...tutti quei bellissimi posti sul mare.. Capisci perchè "vedi Napoli e poi muori".

Ma io dico, ma le macchine in tripla fila io non le avevo mai viste!! I cartelli non sono lì per bellezza!!! E poi cosa vuol dire che tutti attraversano a caso senza guardare??

Vivendo al Sud ho capito una cosa: quando guidi, devi guidare "a sentimento", non "a precedenza", se vuoi evitare incidenti.


3. I pregiudizi. Non parlo dei pregiudizi della gente qui, ma delle persone che sanno che ti sei spostata. "Oddio ma come ti trovi? Ma non hai paura? Come fai a trovare lavoro? Ma non ti manca il centro commerciale?" Giuro, a volte vorrei rispondere "MA TU L'HAI MAI MANGIATA LA MOZZARELLA DI BUFALA?"..... A parte questo, purtroppo molte persone sono convinte che dal Po in giù l'Italia sia un paese povero, senza risorse, dove la gente non ha voglia di lavorare. Beh, vi svelo un segreto.......siamo molto più poveri noi al Nord.

Poveri perchè abbiamo perso di vista il valore delle cose semplici. Come la natura, il cibo, la famiglia. Come fa a mancarmi il centro commerciale se non sento nemmeno l'esigenza di comprarmi qualcosa? Poi, parliamone, Avellino è davvero una bella città, e sicuramente si vive bene. E per la paura... Avevo molta più paura a prendere la metro di notte a Milano.


4. Chiedere una tisana al bar. Andiamo, va bene che qui si beve solo caffè, anche a mezzanotte....ma.....non sono un alieno. "Tisanina?"



Avellino


- Dopo nove mesi, questa è la mia esperienza. Sicuramente ci sono altre cose che non vanno.... come non capire niente quando l'anziano del paese ti parla in dialetto stretto, oppure dover fingere che alcune espressioni dialettali entrate nell'uso comune siano grammaticalmente corrette...

Ma, parliamone, sono cose per cui non vale neanche la pena innervosirsi. -




Eccoci arrivati finalmente ai PRO.


1. La mozzarella di bufala. Che dire? Io ti amo. Ti porterei sempre con me, ma non avresti lo stesso sapore di quando ti mangio fresca.


2. La gastronomia, in generale. Il sapore del cibo, dal pesce fresco al tartufo appena raccolto, il vino.....i prodotti tipici. ù cafè. Non che la polenta non sia buona, ma qui esistono cose che noi nordici veramente ci sogniamo.

3. Il piacere di stare a tavola. Al Nord ti siedi a tavola alle 12.30 e ti alzi al massimo per le 14.00 la domenica dalla nonna. Qui no. Qui stai a tavola finchè non ti vengono le piaghe e sei costretto ad alzarti per fare una pausa, ma poi ti risiedi. Un pranzo finisce tranquillamente alle 18. E anche se le prime volte può salirti l'ansia, poi capisci che è troppo bello stare a tavola a ridere e scherzare, parlando del più e del meno. Poi si mangia con caalmaa, nessuno ti ingozza.

4. Il dialetto. Sì, esatto, è un pro. Un po' perchè è troppo divertente sentir parlare i bambini in dialetto, un po' perchè è una lingua a parte, riconosciuta persino dall'Unesco ed è un peccato che al Nord non si parli più. Perchè è troppo vero che in dialetto puoi esprimere molti più concetti che in italiano. E molto meglio, fidatevi.


5. La semplicità delle cose. Il vicino che ti invita a bere il caffè. Il tuo compagno che ti porta a fare la passeggiata al mare, o in montagna. I bambini che corrono per i vicoli. L'aria di campagna. La vicina che ti regala la parmigiana (dico sul serio).


6. La bellezza dei paesaggi naturalistici. Qui vale la pena soffermarsi. C'è una frase di Rocco Hunt che dice "quando ti parleranno male del mio Sud, tu rinnega tutto e falli scendere quaggiù". Perchè? Perchè dalla montagna al mare, i paesaggi qui sono meravigliosi. E non parlo solo della costiera amalfitana, bensì di ogni volta che mi sposto anche solo di pochi kilometri. I borghi, le montagne che sfociano sul mare, le oasi del WWF, i parchi naturalistici, le isole, la costiera cilentana e quella sorrentina. E sono tutti posti vicinissimi. Ogni volta che arriva il week end si ha l'imbarazzo della scelta.


7. La gente. Il senso di comunità. Aiutarsi l'un l'altro. Da quando sono qui, sono moltissime le persone che mi hanno supportato nella riuscita del progetto. Dalla condivisione dei post al passa-parola. Spesso sono persone con cui ho parlato soltanto una volta. Ma qui è così. Lo vedo in tanti esempi. Non dico che il Sud sia privo di competizione, semplicemente qui viene più naturale fare gruppo e aiutare il prossimo. Grazie.


8. Fare festa. Ogni volta che le mie amiche vengono a trovarmi rimangono sconvolte dalla quantità di fuochi d'artificio o di canzoni sentite per i vicoli in qualsiasi momento dell'anno.

Ma il bello arriva nei momenti festivi, come il Natale. Purtroppo solo il mio compagno è rimasto qui quest'anno, ma ho ricevuto video che testimoniano migliaia di persone per il corso o fuori dai bar la vigilia di Natale per un aperitivo 12.00/20.00 prima del cenone. E poi le luminarie in tutto il paese, dalla città ai paesini di campagna. Una meraviglia.

E ancora non ho assistito a un matrimonio!


9. Godersi la vita. Ritorniamo un po' su tutti i punti ma ci tenevo a specificare che da quando vivo qui ho imparato a vivere il presente, il qui e ora. Ho imparato a rallentare, a non farmi venire l'ansia per ogni cosa (si sa, i milanesi ce l'hanno nel sangue) e a fermarmi quel minuto in più per parlare con qualcuno. Perchè tanto andare di fretta non serve proprio a nulla. Ho imparato a spendere del tempo per le cose veramente importanti.


10. La famiglia. E' vero, sono stata fortunata. Sono capitata in una famiglia meravigliosa, che mi ha accolto a braccia aperte e mi dimostra molto affetto. Ho notato però che qui è proprio il concetto di famiglia ad essere sentito. Le persone sacrificano moltissimo per i propri figli e cercano di aiutarli ad avere una vita più agiata. Qui i genitori non pensano a far campare il figlio fino ai diciotto anni, ma si preoccupano del suo futuro e del futuro dei suoi figli. Le persone credono moltissimo nel matrimonio e nel concetto di unione.



Amalfi


Queste sono le mie conclusioni a distanza di nove mesi, può darsi che cambieranno o se ne aggiungeranno delle altre. Non so se trasferendomi in un'altra città avrei sviluppato un'opinione diversa, però sono molto contenta di avere scelto questa realtà.


Devo ancora imparare a parlare bene il dialetto, ma posso dire di iniziare a sentirmi parte di una grande famiglia.


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